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E Matteo ha scelto di viverla, la danza.
Non stupire per l’abilità tecnica, non per il virtuosismo, non per le doti fisiche.
Qualità, queste, che pure non gli mancano e si spiegano alla luce di una lunga formazione.
Non limitarsi a portare sul palcoscenico le vesti di un personaggio, ma riviverne ogni singola sensazione, per poterla offrire al pubblico. È una strada, questa, che non parte dalla testa per arrivare al corpo, ma che nasce dalle viscere, dal nostro abisso, appunto, e arriva diritto al cuore e da lì corre nelle vene per arrivare ai nervi e alla pelle e salire su al corpo e poi alla testa, dove è lampante la necessità di non tenersi la scoperta di quel tesoro per sé e di doverne condividere l’emozioni con gli altri. Ed è un percorso che cambia la sua direzione di fronte alle molteplici sfaccettature di cui l’arte di Matteo si compone.
Che si esibisca come ballerino protagonista in spettacoli impegnativi al fianco di étoile del calibro di Luciana Savignano e Carlotta Zamparo o, da dietro le quinte, diriga gli spettacoli di cui lui stesso è coreografo e produttore o, ancora, che la sua creatività venga messa a disposizione di eventi commerciali quali sfilate di moda, videoclip o apparizioni televisive, l’intensità con cui Matteo si esprime ha sempre e solo, come fine ultimo, quello di emozionare.
E per poter dare, Matteo ha prima di tutto sete di prendere, assorbire, fare proprie esperienze altrui che gli permettono di continuare a crescere: da qui la sua collaborazione con coreografi italiani di grande livello, tra cui, ricordiamo Susanna Beltrami.
un ringraziamento per le foto a: MassyFly, Angelo Redaelli, Roberto Bernè



